Archivio per la categoria ‘Non si incontravano mai’

Doorstop
8 agosto, 2011
Una comodità tutta vera
3 agosto, 2011Sandali Huarache-style fatti rigorosamente in casa, dal papà e dalla bambina. Altre foto con un click su questa.

Nuovi papà per nuove bambine
25 febbraio, 2011
Il blog dei Topipittori ospita una conversazione tra il nostro Autore Principale e una psicologa che ha utilizzato il suo libro “Non si incontravano mai” per la sua tesi di specializzazione dal titolo: La funzione paterna e la costruzione dell’identità femminile nello sviluppo e nella pratica clinica.
Serendipità, Krazy Kat, paradossi, vibrisse, traslochi e la partecipazione straordinaria di Michelangelo Antonioni. Trovate tutto qui.
Il libro invece, nelle migliori librerie e anche nel Topishop!

Giovane come il cucco
15 novembre, 2010
Questo libro è carinissimo, parla di una bambina e di suo padre che non si incontrano mai, anche se fanno tutto quello che possono fare un padre e una bambina. È illustrato con delle immagini colorate. In una pagina c’è un racconto sul papà e la bambina in un momento insieme, e nell’altra ci sono delle figure che illustrano alcune parole del testo. Mi fa pensare a delle bambine che chiamano il loro padre per raccontargli la storia e per scacciare i mostri sotto il letto.
Secondo me questo libro è molto speciale perché tutti i libri per bambini sono con la bambina e la mamma o la nonna, ma in questo c’è il papà. Questo libro non è soltanto per bambini, è anche per adulti. Per esempio alcune parti sono scritte con caratteri troppo piccoli e bambini non le sanno leggere invece gli adulti fin troppo. Leggendo questo libro forse le persone crederebbero più nell’amore e nella fantasia che c’è in ogni bambino, si scriverebbero più libri sui papà!
CUCCO’S
(recensione apparsa ne “Il Catone” del gennaio 2010)

NSIM goes to Hollywood
6 maggio, 2010
Su, su. Non dite che questo bel librino non si trova in giro. Dal 16 maggio lo vendono anche nel bookshop del K.A.M.P., che sta per Kids’ Art Museum Project ed è il primo progetto destinato dall’Hammer Museum di Los Angeles all’incontro tra arte e bambini.
E c’è gente che dice di non trovarlo a Monselice. Roba da matti.

Non si incontravano mai su Paidòs
4 febbraio, 2010
Si parla del nostro libro nella rivista Paidòs – note di cultura per il pediatra.
Quando dice in giro che il nostro libro invece di vendere copie su copie si prende queste soddisfazioni qui, il nostro Autore Principale viene spesso compatito.
Non ci crederete, ma anche gli adulti, a volte, ce ne vuole prima che si incontrino.
Giusi Germenia scrive dunque in Paidòs luglio-dicembre 2009:
A quei papà che, ansiosi al pari o talvolta più delle mamme, si fiondano negli studi pediatrici con i loro piccoli, e a tutti i papà effettivamente attenti, impegnati e consapevoli del loro ruolo parentale indspensabile, sono dedicati questi due albi illustrati (l’altro è questo – ndr). In “Non si incontravano mai. Il libro del papà e della bambina” (Topipittori €14,00) gli autori analizzano la condizione che vive un padre nel non riuscire a incontrare neanche metaforicamente la propria piccola, situazione descritta con un doppio testo: a parole mediante microstorie significative e in contrappunto con illustrazioni chiarificatrici tutte dirette ai piccoli per evidenziare morfologicamente solo alcune parole e catturare l’attenzione viva e curiosa di un bambino. Il tentativo di incontro impone riflessioni e approfondimenti: sembra tutto facile ma in effetti il “terreno comune” è una conquista che richiede semplicemente l’abbassamento delle più ovvie barriere.

Palazzo dei Congressi, Roma
16 dicembre, 2009
Qualche frase sparsa tratta dalla presentazione di Non si incontravano mai alla fiera Più libri Più liberi di Roma, il 7 dicembre scorso.
“G” sta per Giovanna Zoboli di Topi Pittori, editore e editor del libro.
“M” sta per Mauro Mongarli, l’autore.
G: Quando ho letto il primo racconto di quello che poi è diventato questo libro ho pensato subito di pubblicarlo. Il problema era che la mia casa editrice pubblica libri per ragazzi, per bambini, e questo è un racconto scritto da un papà per i papà. Nello stesso tempo c’era qualcosa nel racconto che mi faceva pensare a un’attenzione verso il mondo dei piccoli, un desiderio immenso di entrare in questo mondo per capirlo. E mi sembrava che la forma giusta per pubblicare questo racconto, e quelli che son seguiti, fosse quella del libro illustrato, la più classica delle forme di libro per bambini. Mi sembrava che questi racconti sarebbero stati molto bene insieme con delle illustrazioni, immagini che avrebbero dovuto essere per bambini molto piccoli. E ho pensato subito a delle illustrazioni di Claudia Carieri che avevo appena visto, un suo progetto per un asilo.
Ho chiesto quindi a Mauro se voleva provare a fare degli altri racconti per farne un libro e lui ha detto di sì.
M: I racconti del libro sono tutti incapsulati nel primo. Svilupparli mi è stato facile, io scrivo così, in modo “polacco”: poco di tutto, cura nella disposizione degli elementi.
Trovare altri episodi: un po’ li prendevo dalla mia esperienza con mia figlia, un po’ li inventavo. Lo sforzo è stato tener fuori aspettative, pedagogia, morale.
Sono sempre stato affascinato da una narrazione a episodi strutturata come i concept album di molte band alla fine degll anni ’60, dischi come Tommy degli Who, o Arthur dei Kinks: mettere insieme dei singoli forti che quasi per caso, messi uno dopo l’altro, raccontano una storia. Questa è stata la linea guida del libro.
La scelta che ha reso più facile la stesura del testo è stata quella, fatta con Giovanna, di tenere nettamente separati nella fruizione il testo dalle immagini: testo per adulti, illustrazioni per bambini piccoli. Una distinzione che ha portato un sacco di lettori, per quanto almeno visto finora, a leggere il libro in modi ben al di là di quelli che mi aspettavo.
Un libro zen? Siamo più dalle parti di Krazy Kat, direi!
G: Questo è un libro particolare, anche i librai ci chiedono: dove lo dobbiamo mettere, tra i libri per adulti o tra quelli per bambini…
M: Io dico sempre: vicino a Bruno Vespa.
G: Ah ah! Ideona! Adesso risponderò così anch’io!
G: Ci sono belle intuizioni in questo libro. Nel primo racconto, il padre nasce come tale nel momento in cui la figlia gli lascia uno spazio nei suoi pensieri. Questa è stata la molla che mi ha spinto a cercare di sviluppare quel racconto, a farne un libro.
La bambina protagonista risolve spesso la confusione del padre, in situazioni e con modalità che danno ai racconti ritmo, rapidità e precisione. Sono minifiabe per adulti, rispettano l’immaginario legato all’infanzia e anche per questo sono state scelte quel tipo di immagini.
M: Penso che i bambini capiscano quando noi genitori siamo in difficoltà. E ci aiutano, affinché noi si possa continuare ad aiutarli. Il bambino “insegna” al genitore come vuole essere educato. Il genitore ha il dovere di capire questo, la difficoltà è tutta qui.
G: Sì, un adulto diventa un educatore nella misura in cui si lascia educare dal bambino senza per questo abdicare al suo ruolo e alla sua responsabilità.
M: Amen
M: Dei papà che hanno letto il libro ai loro figli grandicelli mi odiano, perché hanno stimolato nei figli un sacco di domande sul come ci si può vedere sempre e non incontrare mai…
dopo la presentazione
M: Giovanna, stavolta nessuno mi ha chiesto “Ma la mamma dov’è?”. Bene, no?

Avvento
30 novembre, 2009
Non si incontravano mai si avventa sugli elenconi delle strenne natalizie.
Lo potete trovare al momento su Elle di dicembre, a pagina 112, e nella Xmas Gift Guide di Frizzifrizzi.
Giusto un pizzico di mondanità, incontrarsi è importante.

Non si incontravano mai in fiera
27 novembre, 2009
Udite udite: il nostro Autore Principale sarà presente alla presentazione del libro qui a lato che si terrà dentro Più libri Più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria.
Il tutto si svolgerà a Roma, al Palazzo delle Esposizioni (EUR), il giorno 7 dicembre alle ore 16 e 30 (Spazio Ragazzi, Area Incontri)
Il programma di tutta la manifestazione, importante e ricca, lo trovate qui.
SI ACCETTANO CONSIGLI E DRITTE SU COME IL NOSTRO AUTORE DOVRA’ VESTIRSI!

Un libro che lavora
10 novembre, 2009
Un libro come questo qui a lato lavora per lungo tempo, se va bene. Lo si nota per il titolo e per la copertina, come molti altri, ma diversamente da certi libri è un libro che fa l’occhiolino tra gli scaffali delle biblioteche, o nelle librerie altrui che consulti sbuffando quando accompagni il pargolo alle feste dove speri sempre che perda la voce almeno per due giorni. Ne senti parlare da altri, ne leggi fra qualche anno tra sulle riviste del dentista (grazie per la vostra incuria, O dentisti!), ti riprometti di cercarlo in biblioteca e il giro di questo testo ricomincia.
Noi abbiamo la fortuna di avere perfino qualche libreria che lo consiglia, come questa, (per non parlare delle Signore Biblioteche Svizzere!) quindi abbiamo speranza che abbia una vita lunga, se non prospera.
Cominciamo allora a segnalare chi questo libro l’ha letto e fa tanto di parlarne e consigliarlo da un pulpito più serio di questo blog. Cominciamo con l’Asilo Nido e Centro per l’Infanzia Il Mulino a Vento di Padova, le cui anime (Alessia Pitrelli e Lucia Cocchi), disprezzando il pericolo di non avere più bimbi nuovi sotto le loro mani, si sono fatte addirittura fatte fotografare con il libro nel loro angolo biblioteca dedicato ai genitori.
Come poi non parlare dell’associazione Itaka di Monselice, che tiene in bella vista il libro sotto la bacheca che parla della loro attività psicomotoria educativa e relazionale. Ciao Sergio!
Portate pazienza per la foto dal taglio strano, non ci riesce proprio di farla stare dritta. Forse segue anche lei, nel web, le vie un po’ tortuose che a volte seguono i libri per scegliersi le persone da cui vogliono essere letti.
Chissà.

